Impedire la Festa dello Sgozzamento a Como

Festa sgozzamento

Il Comune di Como ha concesso alla comunità islamica comasca la piazza d’Armi di Muggiò (frazione di Como) per la Festa del Sacrificio (altrimenti nota come “Festa dello Sgozzamento”).

In cosa consiste questa festa?

Da wikipedia:”In teoria, nel giorno della ʿīd al-aḍḥā, i musulmani sacrificano come Abramo un animale – detti uḍḥiya (in arabo: أضحية‎) oqurbānī – che, secondo la sharīʿa, deve essere fisicamente integro e adulto e può essere soltanto un ovino, un caprino, un bovino o un camelide, negli ultimi due casi è possibile sacrificare un animale per conto di più persone, fino a sette.. L’animale viene ucciso mediante sgozzamento, con la recisione della giugulare che permetta al sangue di defluire, visto che per la legislazione biblica e coranica il sangue è impuro ed è quindi proibito mangiarne. La cerimonia dello sgozzamento avviene il giorno 10 o nei tre giorni seguenti, nel periodo di tempo ( waqt ) compreso fra la fine della preghiera del mattino e l’inizio della preghiera del pomeriggio. Viene sgozzato da un uomo, che deve essere in stato di purità legale ( ṭahāra ), pronunciando untakbīr, ovvero la formula: «Nel nome di Dio! Dio è il più grande»”.

Chiediamo quindi che la piazza non venga concessa e che il Comune prenda le distanze da una festività così brutale e contro i principi del nostro Paese.

Il Sindaco di Como, che parla di “carne acquistata”, sa per caso come viene questa macellata?

Sempre da Wikipedia:
– Gli animali devono essere coscienti al momento dell’uccisione, anche se (come sovente accade) bendati per non vedere il coltello del macellaio.
– L’uccisione deve avvenire recidendo la trachea e l’esofago: i principali vasi sanguigni verranno recisi di conseguenza. La colonna vertebrale non deve invece essere recisa: la testa dell’animale non deve essere staccata durante l’uccisione. Il macellaio deve pronunciare la basmala, orientando la testa dell’animale in direzione di Mecca.
– L’uccisione deve essere fatta in una sola volta: il movimento di taglio deve essere continuo e cessa quando il coltello viene sollevato dall’animale. Non è permesso un altro taglioun secondo atto di uccisione sull’animale ferito rende la carcassa non halāl;
– Il dissanguamento deve essere spontaneo e completo;
Si tratta di un vero e proprio sacrificio rituale.

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