Difendiamo il lupo in Valle d’Aosta

 Il lupo non ha fatto in tempo ad arrivare in Valle d’Aosta che già si parla di abbattimenti controllati, l’amministrazione infatti crede che basti avvistare 20/25 lupi sul territorio regionale per considerare l’idea di abbattere alcuni esemplari di questo splendido animale. La petizione vuole difendere il lupo che finalmente si è fatto rivedere in Valle d’Aosta dopo anni di assenza.

Uomo e lupo vivono a strettissimo contatto in Abruzzo e Molise dove le amministrazioni forniscono contributi agli allevatori che difendono il bestiame e risarcimenti per i capi uccisi dai lupi, l’uccisione non è una soluzione ma l’ennesimo tentativo di risparmiare su un problema che in realtà non esiste.

L’immagine antica del lupo famelico e aggressivo, terrore dei nostri boschi, frutto di favole e leggende, continua a permeare la cultura di un numero importante di persone. La paura del lupo è fondamentalmente dovuta all’ignoranza, che viene purtroppo facilmente manipolata e condizionata. Non esistono animali “cattivi”, si tratta di categorie umane che vengono attribuite a specie che semplicemente vivono con gli affascinanti comportamenti che le caratterizzano. L’aggressività del lupo verso l’uomo non è nota, né documentata da oltre un secolo e mezzo.

La funzione ecologica del lupo, ritenuta in conflitto con gli interessi venatori, impatta efficacemente sulle popolazioni di ungulati, inducendo effetti anche a beneficio degli agricoltori, degli ecosistemi forestali e sulla stessa salute delle popolazioni di prede. Il contesto venatorio è ostile alla presenza del lupo perché lo ritiene in competizione per la selvaggina, negando il fondamentale ruolo ecologico dell’azione di predazione che esercita sulla fauna selvatica. Il successo del lupo in Italia e in Europa è dovuto alla sua straordinaria capacità di utilizzare l’ambiente e le risorse naturali. Questo ha luogo nonostante sia ancora oggi diffuso nei confronti del lupo un atteggiamento ostile che produce atti di barbarie come il bracconaggio con lacci, veleno e armi da fuoco e continua a mietere decine e decine di vittime ogni anno. Si tratta di azioni incivili, nei confronti di una specie protetta da leggi nazionali e Direttive comunitarie, che un Paese moderno non può assolutamente più tollerare.

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